Noi siamo ciò che i nostri pensieri ci hanno fatto diventare;
perciò sta' attento a ciò che pensi. Le parole sono
secondarie. I pensieri vivono e vanno lontano.
(Swami Vivekananda)

Quella luce che rifulge al di là del
cielo,
al di là dell’universo, al di sopra
di tutte le cose,
al di là dei mondi supremi fra i supremi,
quella è proprio la stessa luce che brilla
nell’intimo dell’uomo.
Chandogya Upanishad

LA SAGGEZZA
La saggezza non è più saggezza quando
diviene troppo orgogliosa per piangere, troppo grave
per ridere,
e troppo piena si sé per chiedere aiuto.
Kahlil Gibran

LO SPECCHIO DELLA VITA
Ogni cosa nella nostra vita riflette il punto in
cui ci troviamo nel processo di maturazione, unificazione
ed equilibrio. Possiamo usare tutto ciò che
accade esternamente come uno specchio che ci aiuta
a vedere quelle aree dentro di noi che hanno più bisogno
di cure per maturare.
Ogni qualvolta abbiamo un problema, soprattutto
se si tratta di un problema cronico e ricorrente,
si tratta sempre di una freccia che punta verso un
qualche aspetto della nostra psiche, al quale dobbiamo
rivolgere maggiore consapevolezza.
Se accettiamo il principio che la vita cerca sempre
di insegnarci esattamente ciò che abbiamo
bisogno di imparare, possiamo vedere tutto quello
che ci accade come un dono. Perfino le esperienze
che sono spiacevoli e dolorose, contengono un'importante
chiave per la nostra guarigione, completezza e prosperità.
Possiamo avere delle difficoltà a capire
cosa lo specchio della vita stia cercando di mostrarci,
ma se domandiamo con sincerità di conoscere
il dono nascosto in ogni esperienza, questo ci sarà rivelato,
in un modo o nell'altro.
Shakti Gawain

Anche se una persona è priva
d'istruzione, l'ascolto dei saggi gli sarà di
sostegno nell'avversità. Le parole proferite
dalle labbra degli uomini integri sono come un sicuro
punto d'appoggio su un terreno sdrucciolevole.
Tirukkural XLII, 414-415

Si dice che queste due vie, la luce
e l'oscurità, siano eterne e che conducano
alcuni alla liberazione e altri alla rinascita. Una
volta conosciute queste due vie, Arjuna, non puoi
più ingannarti; raggiungi questa conoscenza
con la perseveranza nello yoga. Vi è merito
nello studio delle scritture, nel volontariato, nell'austerità e
nella pratica della carità, ma la meditazione
ti trasporta al di là di tutto questo.
Bhagavad Gîtâ VIII, 26-28


Quanti legami di cuore una persona
via via stringe, altrettante spine di dolore via
via le si ficcano nell'anima.
Subhashita-ratna-bhandagaram

Invero la conoscenza è meglio
della pratica meccanica (del rito religioso); meglio
della conoscenza è la meditazione; ma meglio
ancora è l'abbandono dell'attaccamento ai
risultati (delle proprie azioni), perché a
questo fa seguito la pace immediata.
Bhagavad Gîtâ XII, 12

Risulta che l'amore è la radice
del dolore dell'anima; in conseguenza dell'amore
gli esseri umani concepiscono un attaccamento e cadono
preda del dolore.
Bhâminîvilâsa

Il cuore percepisce il mondo
esterno, composto di terra, d'acqua, di fuoco,
d'aria e di spazio. È vittima delle simpatie
e delle antipatie, del piacere e del dolore, dell'illusione
e del dubbio. Conosce tutte le sottigliezze del
linguaggio, gode del ballo, della musica e di tutte
le arti; si diletta dei sensi, rievoca il passato,
legge le scritture ed è in grado di agire.
Questo è il cuore, la persona interna.
Atma Upanishad

Quando si raggiunge la concentrazione,
la mente è come la fiamma di una lampada
collocata in un luogo senza vento: non vacilla.
Bhagavad Gîtâ VI, 19

Desideroso di vedere Maya,
ottenni la grazia d'una visione: una goccia d'acqua
si gonfiò, diventò una fanciulla,
poi una donna che partorì un figlio. Appena
nato, la madre lo prese e lo divorò. Parecchi
altri bambini nacquero e furono ugualmente divorati.
E tutto ciò che entrava nella sua bocca
svaniva nel vuoto. Essa mi mostrava così che
tutto è nulla. E sembrava dire: «Vieni
a me, confusione! Vieni a me illusione!».
Ramakrishna
 Proprio come una pietra,
un albero, una paglia, il grano, una stuoia, un
panno, una tazza e e così via, una volta
combusti, ritornano alla terra da cui sono venuti,
così anche il corpo ed i relativi organi
di senso, bruciando nel fuoco della comprensione,
si trasformano in conoscenza e si assorbono nel
Brahman, come l'oscurità nella luce del
sole.
Shankaracharya


Tu non sei separato da quell'illusione,
tu sei l'illusione. Se un'illusione se ne va, viene
sempre sostituita da un'altra illusione. Perché?
Perché la fine dell'illusione è la
fine di «te»; quella è la morte.
La fine della credenza è la fine del «tu» che
c'è là; così, quella non è la
morte, poetica e romantica, «di morire ai
tuoi ieri». La morte fisica è l'unico
modo con cui scarichi via tutto ciò che
tutta la tua cultura ha messo là dentro.
Uppaluri Gopala Krishnamurti

Vivi nel mondo come un'anatra,
che sta nell'acqua ma se la scrolla via. Vivi nel
mondo come una tinca, che vive nel fango, ma ha
le squame sempre pulite e lucenti.
Ramakrishna
In questo mondo cieco non si fermano
i sapienti là dove una pietra preziosa e un
pezzo di vetro sono stimati uguali.
(Mahâbhârata)

Ci sono molte persone assai aggrappate
alla loro individualità. Esse desiderano,
innanzitutto e soprattutto, continuare a esistere
come individui e solo in seconda istanza cercare
la verità, dato che non sono preparate a perdere
l'individualità. Desiderano conservare la
loro identità pur desiderando scoprire la
verità. Ma in questo processo bisogna eliminare
l'identità in se stessa. Se davvero scoprite
che cosa siete, vedrete che non siete individui,
non siete persone, non siete corpi. E coloro che
s'aggrappano alla loro identità corporea o
spirituale non sono pronti per questa comprensione.
Nisargadatta Maharaj

Far piacere a un singolo cuore tramite
un'unica azione è meglio di mille teste che
si inchinano nella preghiera.
Mohandas Karamchand Gandhi
 Stare attenti vuol dire vivere nel
momento presente, non essere imprigionati nel passato
e nemmeno anticipare eventi futuri che potrebbero
non accadere. Allorché siamo pienamente coscienti
del momento presente, la vita si trasorma e l'ansia
e lo stress scompaiono. Gran parte della vita se
ne va nella febbrile anticipazione delle cose da
fare e nella conseguente sospensione d'animo. Dovremmo
imparare a fare un passo indietro nella libertà e
possibilità del presente.
Bede Griffit
 Coloro che vedono tutte le creature
in se stessi e se stessi in tutte le creature non
conoscono paura. Coloro che vedono tutte le creature
in se stessi e se stessi in tutte le creature non
conoscono dolore. Come può la molteplicità della
vita ingannare coloro che ne ravvisano l'unità?
Isha Upanisha
 «Il mio cuore è frenetico
e nella mia anima rivelo ciò che è nascosto:
sono immerso in quell'immensa beatitudine che oltrepassa
ogni piacere e dolore».
Kabir
 Io sono il calore; io elargisco la
pioggia e la trattengo. Io sono l'immortalità e
la morte. Io sono ciò che è e ciò che
non è.
Bhagavad Gita IX, 19-
 Quando siamo saldamente radicati
nella nonviolenza, tutti gli esseri intorno noi cessano
di provare ostilità;
quando siamo saldamente radicati nella veridicità,
l'azione ottiene il risultato voluto;
quando siamo saldamente radicati nell'integrità,
tutte le ricchezze si offrono spontaneamente;
quando siamo saldamente radicati nella castità,
si genera la potenza sottile;
quando siamo saldamente radicati nel non-attaccamento,
comprendiamo la natura e lo scopo dell'esistenza.
Patañjali, Yogasûtra
Dovresti aver paura dell'ostilità che
hai dentro di te e difenderti da essa: nei momenti
catastrofici taglierà più a fondo della
lama del vasaio.

Tirukkural, LXXXIX, 883
Così come un cristallo riflette
gli oggetti che gli sono prossimi, così il
volto riflette i moti del cuore. C'è forse
qualcosa di più espressivo del volto? Se il
cuore è felice o irato è il volto a
manifestarlo per primo.
Tirukkural LXXI, 706-707

Che io possa star sempre lontano
dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che
non ride e dalla grandezza che non s'inchina di fronte
ai bambini.
Kahlil Gibran
 A quel tempo non c'era esistenza
né non esistenza; non c'erano i mondi né il
cielo. Non c'era alcun aldilà. Non c'era morte,
né immortalità e il giorno non era
distinto dalla notte. Quell'uno respirava senza fiato,
nel suo isolamento. Oltre a Quello non c'era niente.
L'oscurità era avvolta nel buio. Tutto era
un'unica acqua, senza alcuna distinzione. Era inattivo,
coperto dal vuoto. Quell'uno divenne attivo per la
potenza del suo stesso pensiero. Affiorò per
prima cosa il desiderio, il primo seme della mente.
I veggenti hanno colto nell'estasi meditativa il
collegamento fra l'essere e il non essere. Tutti
i gli dei sono posteriori a quest'attività creativa.
Allora chi sa donde tutto ciò sia venuto all'essere?
Donde sia venuta questa creazione, se sia sostenuta
o no, chi la stia governando dal più alto
dei cieli? Lui forse lo sa o forse non lo sa!
Rig Veda X, 129
 L'ego e lo spirito abitano come amici
intimi nel medesimo corpo, come due uccelli dorati
appollaiati sullo stesso albero. L'ego mangia i frutti
dolci e amari dell'albero, mentre lo spirito osserva
con distacco. Perciò finché ti identificherai
con l'ego, proverai gioia e dolore. Ma se ti renderai
conto di essere lo spirito, la scaturigine stessa
della vita, sarai libero dalla sofferenza. Andrai
oltre la dualità e vivrai in uno stato di
unità.
Mundaka Upanishad, III, 1
 Non
può esserci continuità nell'esistenza.
La continuità implica un'identità nel
passato, nel presente e nel futuro. Ma una tale identità è impossibile,
dato che gli stessi oggetti con cui ci si identifica
fluttuano e cambiano. La continuità, la permanenza,
non sono che illusioni create dalla memoria, pure
proiezioni mentali d'un modello laddove non può esserci
alcun modello. Il tempo è nella mente, lo
spazio è nella mente. In realtà il
tempo e lo spazio esistono in te; non sei tu ad esistere
in loro. Sono modi della percezione, ma non sono
gli unici. Il tempo e lo spazio sono come parole
scritte sulla carta; la carta è reale, ma
le parole sono solo una convenzione. Tutta l'esistenza è immaginaria.
Il tempo è infinito, benché limitato,
l'eternità avviene nello spaccato del momento
presente. La manchiamo perché la mente fa
la spola fra il passato e il futuro e non si ferma
a mettere a fuoco il presente. Ma questa è una
cosa che si può fare abbastanza facilmente,
se si desta l'interesse.
Nisargadatta Maharaj
 I grandi insegnamenti, all'unanimità,
danno risalto al fatto che tutta la pace, la saggezza
e la gioia dell'universo sono già dentro di
noi; non dobbiamo guadagnarle, svilupparle o raggiungerle.
Come un bambino che stia in un magnifico parco con
gli occhi strettamente chiusi, non abbiamo bisogno
di immaginare gli alberi, i fiori, i cervi, gli uccelli
e il cielo; dobbiamo soltanto aprire gli occhi e
vedere che cosa c'è già qui, che cosa
siamo già, non appena smettiamo di fingere
di essere piccini o peccatori. Si potrebbe definire
quasi tutta la pratica spirituale semplicemente come
esserci, identificare e arrestare, identificare e
arrestare, identificare e arrestare: identificare
le innumerevoli forme di illusione che indossiamo
e darsi il coraggio di arrestarle tutte. A poco a
poco, in profondità dentro di noi, il diamante
si lustra, gli occhi si aprono, l'alba si mostra
e noi ci trasformiamo in ciò che siamo già.
Tat twam asi: Tu sei quello!
Bo Lozoff

Una giovane donna che deve sposarsi è in
cammino attraverso la foresta. Com'è naturale,
i suoi pensieri vanno allo sposo, all'aspettativa
felice della sua vita futura, quand'ecco che, all'improvviso,
una tigre le si para dinanzi sul sentiero. Dove vanno
a finire allora i suoi sogni, le fantasie, i progetti?
Il pensiero è uno scavatore di tombe, che
fruga nel cimitero del passato in cerca di vecchie
ossa da rodere, o che fabbrica in aria castelli che
nessuno abiterà mai. Perciò sia benvenuta
la tigre sul sentiero.
H. W. L. Poonja

Qualunque cosa sia ciò che
ha fatto di questa terra la base, del mondo la sua
vita, del vento il suo pilastro, che ha arrangiato
il loto e la luna e coperto tutto quanto con le pieghe
del cielo, celando se stesso dentro, quel mistero
indifferente alle differenze io prego, O Ramanatha.
Devara Dasimayya

«Nell'immensità della coscienza appare una luce, un puntolino veloce che traccia forme, assembra pensieri e sentimenti, idee e concetti, come la penna sul foglio. Tu sei quel puntolino, e muovendoti ricrei ogni volta il mondo. Ti arresti, e il mondo scompare. Va' dentro, e vedrai che quel punto luminoso è l'"io sono", come il riflesso nel corpo dell'immensità della luce. Solo la luce è, tutto il resto appare».
Nisargadatta Maharaj
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